Alluvione - Sogni...
Uscendo dal sogno mi rimane solo il rumore dell'acqua che scorre e la pioggia che cade. Poi torna alla mente il resto.
La città è in stato di allarme. Una inondazione la stava minacciando.
Per scongiurare la tragedia si era costruita una diga sul fiume, a nord, per rallentare l'arrivo della piena. Ci aggiravamo per le strade della città, che oggi non è la solita città che puoi visitare da sveglio, ci sono più vicoli, più palazzi antichi, più stradine e viottoli e più scalinate.
Nei miei sogni le città sono quasi sempre piene di strade e scalinate. Tutti i percorsi si incrociano tra loro e passano vicino o attraverso palazzi antichi e casupole che si ammassano l'uno sull'altro senza creare confusione ma solo un familiare labirinto di mattoni. Scaliante che ora sono piccole cascate che portano l'acqua da una stradina all'altra. Sento le persone che si affrettano per tornare a casa, che camminano veloci per andarsene e non trovarsi in mezzo alla piena.
Mi affretto anche io, sono in ritardo ma non so per cosa. Osservo le strade e i vicoli, sono diventati dei piccoli ruscelli di acqua fangosa. Passando sopra un ponte mi fermo a guardare il fiume, mi immagino di trovare un turbinio di acque fango e rami invece tutto è stranamente immobile. Il fiume che scorre al centro della città è immobile. Sembra in attesa di qualcosa. Le acque scure osservano e riflettono. Sono immobili, in attesa di qualcosa.
Mi fermo anche io a guardarlo, ci osserviamo per un pò, e tutto resta immobile. L'acqua che scorre tra i vicoli sembra rallentare, la pioggia che cade leggera sembra fermarsi a mezz'aria.
Poi un bagliore, che annuncia un tuono che non tarda ad arrivare, ci distrare e tutto riprende il suo ritmo. Mi allontano in fretta ma nello stesso tempo sono in viaggio verso la meta e immobile a specchiarmi nell'acqua immobile che trattiene il respiro in attesa.
La città è in stato di allarme. Una inondazione la stava minacciando.
Per scongiurare la tragedia si era costruita una diga sul fiume, a nord, per rallentare l'arrivo della piena. Ci aggiravamo per le strade della città, che oggi non è la solita città che puoi visitare da sveglio, ci sono più vicoli, più palazzi antichi, più stradine e viottoli e più scalinate.
Nei miei sogni le città sono quasi sempre piene di strade e scalinate. Tutti i percorsi si incrociano tra loro e passano vicino o attraverso palazzi antichi e casupole che si ammassano l'uno sull'altro senza creare confusione ma solo un familiare labirinto di mattoni. Scaliante che ora sono piccole cascate che portano l'acqua da una stradina all'altra. Sento le persone che si affrettano per tornare a casa, che camminano veloci per andarsene e non trovarsi in mezzo alla piena.
Mi affretto anche io, sono in ritardo ma non so per cosa. Osservo le strade e i vicoli, sono diventati dei piccoli ruscelli di acqua fangosa. Passando sopra un ponte mi fermo a guardare il fiume, mi immagino di trovare un turbinio di acque fango e rami invece tutto è stranamente immobile. Il fiume che scorre al centro della città è immobile. Sembra in attesa di qualcosa. Le acque scure osservano e riflettono. Sono immobili, in attesa di qualcosa.
Mi fermo anche io a guardarlo, ci osserviamo per un pò, e tutto resta immobile. L'acqua che scorre tra i vicoli sembra rallentare, la pioggia che cade leggera sembra fermarsi a mezz'aria.
Poi un bagliore, che annuncia un tuono che non tarda ad arrivare, ci distrare e tutto riprende il suo ritmo. Mi allontano in fretta ma nello stesso tempo sono in viaggio verso la meta e immobile a specchiarmi nell'acqua immobile che trattiene il respiro in attesa.
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