La casa dalle finestre nere
In questo periodo sto leggendo molto più di prima. Il mix tra la ritrovata voglia di leggere e le poche ore di sonno mi hanno aiutato.
Il comodino si sta liberando dalla pila di libri e fumetti che ci sono sopra. Di norma inizio a leggere 4/5 cose nello stesso momento. E' un pò come quando ti vuoi guardare un film, non hai tutti i giorni voglia di vedere lo stesso genere. Nella lettura sono un pò "metereopatica". Seguo l'ispirazione del momento, a volte mi va un fumetto, a volte un romanzo a volte passo da una cosa all'altra nella stessa sera. Il fatto di dormire meno mi da il tempo di finire le infinite cose che ho iniziato a leggere. Una di queste è "La casa dalle finestre nere". Un libro di fantascienza di Clifford D. Simak, del 1963. Un regalo. Prima di leggerlo nella testa si rincorrevano due parole: fantascienza, anni '60..... Chissà che teorie strampalate avranno avuto, sarà interessante leggere cosa poteva passare per la testa a quelle persone, con quasi 50 anni di teorie in meno sulle spalle rispetto a noi.
Inizio a leggere. Il libro scorre veloce, come succede a tutti mi affeziono al protagonista, Enoch. Solitario, taciturno e malinconico uomo del passato. Imprigionato dalla conoscenza di qualcosa che il mondo ancora non può capire, rimane sospeso nel tempo in attesa di qualcosa o qualcuno che possa salvare lui e il suo mondo...E finalmente qualcosa accade e sconvolge tutti, non solo lui.
Questo libro mi ha affascinata, non tanto per la fantascienza, che in fondo mi è sembrata solo un contorno, un pretesto per parlare di altro, ma per le atmosfere e le riflessioni che vengono fatte nelle sue pagine. L'unica cosa che forse mi convince meno è il finale. L'attesa di un secolo viene "ripagata" con un lieto fine. A mio parere non credo sia la conclusione migliore. Voi che ne pensate?
Il comodino si sta liberando dalla pila di libri e fumetti che ci sono sopra. Di norma inizio a leggere 4/5 cose nello stesso momento. E' un pò come quando ti vuoi guardare un film, non hai tutti i giorni voglia di vedere lo stesso genere. Nella lettura sono un pò "metereopatica". Seguo l'ispirazione del momento, a volte mi va un fumetto, a volte un romanzo a volte passo da una cosa all'altra nella stessa sera. Il fatto di dormire meno mi da il tempo di finire le infinite cose che ho iniziato a leggere. Una di queste è "La casa dalle finestre nere". Un libro di fantascienza di Clifford D. Simak, del 1963. Un regalo. Prima di leggerlo nella testa si rincorrevano due parole: fantascienza, anni '60..... Chissà che teorie strampalate avranno avuto, sarà interessante leggere cosa poteva passare per la testa a quelle persone, con quasi 50 anni di teorie in meno sulle spalle rispetto a noi.
Inizio a leggere. Il libro scorre veloce, come succede a tutti mi affeziono al protagonista, Enoch. Solitario, taciturno e malinconico uomo del passato. Imprigionato dalla conoscenza di qualcosa che il mondo ancora non può capire, rimane sospeso nel tempo in attesa di qualcosa o qualcuno che possa salvare lui e il suo mondo...E finalmente qualcosa accade e sconvolge tutti, non solo lui.
Questo libro mi ha affascinata, non tanto per la fantascienza, che in fondo mi è sembrata solo un contorno, un pretesto per parlare di altro, ma per le atmosfere e le riflessioni che vengono fatte nelle sue pagine. L'unica cosa che forse mi convince meno è il finale. L'attesa di un secolo viene "ripagata" con un lieto fine. A mio parere non credo sia la conclusione migliore. Voi che ne pensate?
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