La nuova era dei nonmorti
L'interruttore scatta e io apro gli occhi. Sono disteso su qualcosa di freddo. Non so dove mi trovo, è troppo buio per capire bene cosa ho intorno. Alzo lo sguardo e vedo un'ombra sopra di me. Percepisco il suo sorriso e il suo sguardo. Lo fisso senza dire una parola. "E' capitato anche a te ragazzo. Prima o poi capita a tutti" - "Ma che stai dicendo?" rispondo cercando di alzarmi. "Che posto è questo?"
L'uomo sorride sardonico. "Sei morto." Apre la porta della piccola stanza. Dietro di essa una grande sala si apre alla mia vista. Molte ombre si muovono spingendo carrelli o portando scatole. Mi chiedo come mai ci sia così poca luce, non distinguo bene le figure indaffarate. Rimango inebetito, solo dopo un pò mi accorgo dell'odore. E' uno strano mix; muffa, caldo e umidità mi salgono sul naso facendomi girare la testa. "E' ora di andare." La voce dell'uomo mi riporta alla realtà. Se poi è questa la realtà. I miei occhi si sono abituati un pò alla luce. Riesco a vedere il volto rugoso dell'uomo, il suo sorriso sembra un ghigno, i suoi occhi sono neri come l'abisso di follia che si cela nella sua mente. Sulla targhetta che a appesa alla divisa c'è solo un numero"Andare? Andare dove? Io ancora non ho capito che è successo. non vado da nessuna parte"
L'uomo sospira e scuote la testa. "Ragazzo, se ti impunti è peggio. Se inizi ad urlare è la fine. Ti verrebbero a prendere con la forza e sarebbe veramente la cosa peggiore che ti possa capitare. Non fare lo stupido." Mi fissa un attimo per studiare la mia reazione.
Abbassando lo sguardo per concentrarmi; cerco di riportare alla mente l'ultimo ricordo prima del risveglio. Niente. Ho lamente vuota. Sbuffo. Prima che possa dire niente l'uomo inizia a parlare. "Ti ricordi come è li fuori?" Senza aspettare una mia risposta continua "dopo l'epidemia e il panico prima che tutto andasse a rotoli hanno trovato il modo di contenere la cosa." Fa una pausa per accendersi una sigaretta. "Ma questo è successo tempo fa, non ero nato neanche io. Bhè, dicevo, dopo il caos si è iniziato con le regole e le quarantene. I Ricoveri sono stati la soluzione più "pulita" per regolare i malati." Mentre lo dice sorride ironico. "Tu sai come sono i ricoveri? Certo che non lo sai, non lo sa nessuno. Vi hanno detto un mare di stronzate. Bhe, ragazzo. Questo è il ricovero." Le allarga il braccio ad illustrare la stanza. "Quelli ricchi possono pagare per un bel loculo dove aspettare...diciamo per un tempo pari ad un'era geologica. Agli altri, come me o te vengono offerte delle belle urne. Una soluzione rapida e indolore che porta via poco spazio sia qui dentro che nelle loro coscienze. E non tiarmi fuori il fatto che siamo ancora vivi. Sono tutte cazzate. Se ti ammali, per loro sei morto, anche se ancora te ne vai in giro. E i morti se ne stanno sottoterra." Lo guardo attonito. Io non mi sono ammalato. Io sono vivo, che diavolo sta dicendo questo ometto? "Io non ho il morbo. C'è uno sbaglio, qualcuno mi vuole fregare" Inizio a girare per la stanza. "Chi diavolo mi ha portato qui? Che mi è successo?"
3562 prende il fascicolo che era posato sul tavolo. "Dunque" dice sfogliando le pagine "ma poi ce ne andiamo ok? Ah ecco. Sei stato portato qui dalla polizia, c'è scritto che hai aggredito delle persone al locale di Kelly e che te le stavi mangiando. Ti hanno dovuto sparare addosso una rete elettrizzata per fermarti. Sei soddisfatto? Ora dobbiamo andare" E chiude il fascicolo.
Mi metto davanti alla porta. "Ascolta, io non mi ricordo questa cosa, non so neanche dove sta questo locale. Tu mi devi aiutare. Devo uscire da qui per capire cosa sta succedendo."
3562 inizia a ridere. "Aiutarti? per chi mi hai preso? Le fatine sono tutte morte!" allunga un braccio per scansarmi. "Ascolta, dico sul serio. Io non ho il morbo."Gli metto una mano sul braccio per ferlarlo. "Se ci sono esami che si possono fare allora fammeli, così me ne posso andare"
"Ragazzo, non hai capito. Quando sei nel Ricovero non hai più speranza. Non c'è analisi che ti possa fare uscire. Si esce da qui solo in due modi: o in una teca sotto forma di cenere o con un miracolo."
Stringo più forte il braccio dell'uomo. "Ci deve essere un modo per non finire in quel modo" Il mio sguardo inizia a appannarsi, non può finire così.
L'uomo fa un passo indietro. "Come è possibile? Noi non possiamo più piangere"
Sfessusa per un attimo la porta. "Abbiamo ancora qualche minuto. Vediamo cosa posso fare"
Torna al tavolo e riapre il fascicolo. Sfoglia velocemente le pagine "Ecco, così dovrebbe andare bene. Ora stammi ad ascoltare, fino a che non ci capiremo qualcosa tu lavorerai con me. Che ti piaccia o no dovrai aiutarmi a sistemare i nuovi arrivati. Puoi piangere solo ora, quando usciremo tu sarai come me, un morto che cammina e noi non mangiamo, non andiamo in bagno e non piangiamo. I dettagli li vedremo dopo. Mi hai capito?" Il suo sguardo è penetrante, capisco che sta rischiando la sua non vita per uno sconosciuto. Annuisco, mi asciugo gli occhi e mi metto al suo fianco.
Fino a che non capirò chi mi ha messo qui dentro posso solo seguire 3562 e fare il becchino di non morti; spingere carrelli cercando di non sentire le preghiere di quelli che non hanno abbastanza soldi per farsi mettere in una bara.
Fino a quel momento penserò solo ad una cosa: 4689G.
Il mio nuovo nome. Il mio numero.
L'uomo sorride sardonico. "Sei morto." Apre la porta della piccola stanza. Dietro di essa una grande sala si apre alla mia vista. Molte ombre si muovono spingendo carrelli o portando scatole. Mi chiedo come mai ci sia così poca luce, non distinguo bene le figure indaffarate. Rimango inebetito, solo dopo un pò mi accorgo dell'odore. E' uno strano mix; muffa, caldo e umidità mi salgono sul naso facendomi girare la testa. "E' ora di andare." La voce dell'uomo mi riporta alla realtà. Se poi è questa la realtà. I miei occhi si sono abituati un pò alla luce. Riesco a vedere il volto rugoso dell'uomo, il suo sorriso sembra un ghigno, i suoi occhi sono neri come l'abisso di follia che si cela nella sua mente. Sulla targhetta che a appesa alla divisa c'è solo un numero"Andare? Andare dove? Io ancora non ho capito che è successo. non vado da nessuna parte"
L'uomo sospira e scuote la testa. "Ragazzo, se ti impunti è peggio. Se inizi ad urlare è la fine. Ti verrebbero a prendere con la forza e sarebbe veramente la cosa peggiore che ti possa capitare. Non fare lo stupido." Mi fissa un attimo per studiare la mia reazione.
Abbassando lo sguardo per concentrarmi; cerco di riportare alla mente l'ultimo ricordo prima del risveglio. Niente. Ho lamente vuota. Sbuffo. Prima che possa dire niente l'uomo inizia a parlare. "Ti ricordi come è li fuori?" Senza aspettare una mia risposta continua "dopo l'epidemia e il panico prima che tutto andasse a rotoli hanno trovato il modo di contenere la cosa." Fa una pausa per accendersi una sigaretta. "Ma questo è successo tempo fa, non ero nato neanche io. Bhè, dicevo, dopo il caos si è iniziato con le regole e le quarantene. I Ricoveri sono stati la soluzione più "pulita" per regolare i malati." Mentre lo dice sorride ironico. "Tu sai come sono i ricoveri? Certo che non lo sai, non lo sa nessuno. Vi hanno detto un mare di stronzate. Bhe, ragazzo. Questo è il ricovero." Le allarga il braccio ad illustrare la stanza. "Quelli ricchi possono pagare per un bel loculo dove aspettare...diciamo per un tempo pari ad un'era geologica. Agli altri, come me o te vengono offerte delle belle urne. Una soluzione rapida e indolore che porta via poco spazio sia qui dentro che nelle loro coscienze. E non tiarmi fuori il fatto che siamo ancora vivi. Sono tutte cazzate. Se ti ammali, per loro sei morto, anche se ancora te ne vai in giro. E i morti se ne stanno sottoterra." Lo guardo attonito. Io non mi sono ammalato. Io sono vivo, che diavolo sta dicendo questo ometto? "Io non ho il morbo. C'è uno sbaglio, qualcuno mi vuole fregare" Inizio a girare per la stanza. "Chi diavolo mi ha portato qui? Che mi è successo?"
3562 prende il fascicolo che era posato sul tavolo. "Dunque" dice sfogliando le pagine "ma poi ce ne andiamo ok? Ah ecco. Sei stato portato qui dalla polizia, c'è scritto che hai aggredito delle persone al locale di Kelly e che te le stavi mangiando. Ti hanno dovuto sparare addosso una rete elettrizzata per fermarti. Sei soddisfatto? Ora dobbiamo andare" E chiude il fascicolo.
Mi metto davanti alla porta. "Ascolta, io non mi ricordo questa cosa, non so neanche dove sta questo locale. Tu mi devi aiutare. Devo uscire da qui per capire cosa sta succedendo."
3562 inizia a ridere. "Aiutarti? per chi mi hai preso? Le fatine sono tutte morte!" allunga un braccio per scansarmi. "Ascolta, dico sul serio. Io non ho il morbo."Gli metto una mano sul braccio per ferlarlo. "Se ci sono esami che si possono fare allora fammeli, così me ne posso andare"
"Ragazzo, non hai capito. Quando sei nel Ricovero non hai più speranza. Non c'è analisi che ti possa fare uscire. Si esce da qui solo in due modi: o in una teca sotto forma di cenere o con un miracolo."
Stringo più forte il braccio dell'uomo. "Ci deve essere un modo per non finire in quel modo" Il mio sguardo inizia a appannarsi, non può finire così.
L'uomo fa un passo indietro. "Come è possibile? Noi non possiamo più piangere"
Sfessusa per un attimo la porta. "Abbiamo ancora qualche minuto. Vediamo cosa posso fare"
Torna al tavolo e riapre il fascicolo. Sfoglia velocemente le pagine "Ecco, così dovrebbe andare bene. Ora stammi ad ascoltare, fino a che non ci capiremo qualcosa tu lavorerai con me. Che ti piaccia o no dovrai aiutarmi a sistemare i nuovi arrivati. Puoi piangere solo ora, quando usciremo tu sarai come me, un morto che cammina e noi non mangiamo, non andiamo in bagno e non piangiamo. I dettagli li vedremo dopo. Mi hai capito?" Il suo sguardo è penetrante, capisco che sta rischiando la sua non vita per uno sconosciuto. Annuisco, mi asciugo gli occhi e mi metto al suo fianco.
Fino a che non capirò chi mi ha messo qui dentro posso solo seguire 3562 e fare il becchino di non morti; spingere carrelli cercando di non sentire le preghiere di quelli che non hanno abbastanza soldi per farsi mettere in una bara.
Fino a quel momento penserò solo ad una cosa: 4689G.
Il mio nuovo nome. Il mio numero.
Commenti
Posta un commento